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martedì 3 maggio 2022


 
DIRÒ IL RESTO ALLE OMBRE

un progetto Dehors/Audela in collaborazione con Florian Metateatro
ispirato alla vita/opera di Konstantinos Kavafis
concept e drammaturgia di Salvatore Insana, Elisa Turco Liveri
in collaborazione con Karin Sonnsjö Lönegren
con la voce di Elisa Turco Liveri
video Salvatore Insana, Karin Sonnsjö Lönegren
musica, eseguita dal vivo, di Caterina Palazzi, contrabbasso e Paolo Spaccamonti, chitarra, fx
realizzato con il contributo della Fondazione Roma Sapienza, e del Laboratorio Studi Neogreci Mirsini Zorba

prima assoluta in occasione del festival La Forza della Poesia, Museo Tuscolano - Scuderie Aldobrandini, 4 maggio 2024



DIRÒ IL RESTO ALLE OMBRE è un viaggio attraverso la vita e la produzione letteraria di Konstantinos Kavafis, poeta greco nato e vissuto per quasi l'intera vita ad Alessandria d'Egitto tra il 1863 e il 1933.

È un'opera audiovisiva che si nutre dell'enigmaticità oscura e della carica d'incombente ineluttabilità presente nei versi del poeta, colmi di spettri, di giovane carne amata persa nel tempo, di visioni notturne e di siderali distanze spazio-temporali ricostruite attraverso un uso soggettivo e ambiguo della memoria, tra la difettosità del piacere, pulsioni, tensioni e una condizione d'esilio tanto esistenziale quanto fisico e morale.

martedì 27 aprile 2021



Cinema Gentile, Cittanova Rc, Italy, 13 aprile 2024

 


30 april - 5 june 2022
Caos Museum, Terni, Italy

venerdì 1 gennaio 2021

 



IO HO FISSATO IL FUOCO PER SEMPRE

67th International Short Film Festival, Oberhausen, Germany

3 maggio 2021

mercoledì 11 marzo 2020



giovedì 26 dicembre 2019


sabato 7 dicembre 2019


VACUUM
14 dicembre 2019
Paris, Institut Culturel du Mexique
Agite y Sirva Videodance Festival 2019 - international selection


Giornata di studi sulla videodanza
Aula Magna, Accademia di Belle Arti di Bologna
a cura di Piero Deggiovanni
4 dicembre 2019

VACUUM
Videoart Yearbook 2019
20 novembre 2019, Bologna

sabato 4 maggio 2019

Dehors/Audela
APORIA

12 april 2019
world premiere
XX Biennale de danse du Val-de-Marne, La Briqueterie, Paris



concept, film, editing, sound SALVATORE INSANA
choreography and performance ELISA TURCO LIVERI
with the support of LA BRIQUETERIE – CDCN Val du Marne, France, LE MINISTÈRE DE LA CULTURE / DIRECTION GÉNÉRALE DE LA CRÉATION ARTISTIQUE (FRANCE), and FESTIVAL INTERNATIONAL DE VIDÉO DANSE DE BOURGOGNE
as winning project of the international screendance production open call 2018;
and with the support of GRUPPO E-MOTION
digital video, 13', 2019



APORIA è il primo esito della nostra ricerca sull'esitazione come indefinita condizione psico-fisica e come atteggiamento che si oppone all'arroganza del sapere sempre dove andare/cosa fare/cosa dire.

L'aporia (ἀπορία), un concetto caro alla filosofia greca, indica l'impossibilità di dare una risposta precisa ad un problema.

In un tempo in cui la possibilità di esercitare il dubbio è stata compressa e la retorica del parlar chiaro sembra lasciare aperte solo due sole possibilità: dire sì, oppure dire no, con APORIA vorremmo invece investigare il momento in cui si resta arenati, impigliati nel “frattempo”, nella biforcazione, nell'esitazione in cui ci si sottrae al racconto per valutare sul “se” e sul “come” orientarsi nel prosieguo dell'azione.

Gli accadeva di fermarsi senza dire niente. Sia che in fin dei conti non avesse niente da dire.
Sia che in fin dei conti vi rinunciasse.

S.Beckett, Basta



Al progresso si sostituisce la stasi, o la quasi immobilità. Un movimento trattenuto (una tempesta trattenuta), un coabitare di forze contrapposte. Il tempo partecipa nella sua ciclicità inesorabile. Eterni ritorni o rinnovate partenze. False partenze e mancati proseguimenti. Contro la retorica dell'esclamarsi. Un ripartire, ricominciare, stare in mezzo, oscillare. Cellule che si generano e poi sfumano. O si trasformano per variazioni laterali. Per sfumature. Per ritorni ed eversioni del discorso. Per rimandi. Corrispondenze. Repentini sobbalzi e brusche interruzioni. Nell'intervallo, quello che di solito è considerato uno scarto, una rimanenza poco significativa per lo sviluppo della storia.

Come si comporta il corpo nella dinamica decisionale, tra un punto e il “successivo”? Tra a e b c'è l'infinito. Ma non ci è permesso di attardarci, di solito. Perché si crea la fila, un ingorgo di azioni che rincorrono la concausalità e non ne vogliono sapere dell'attesa.

Siamo sempre qui, insomma. Nell'impasse della decisione da prendere o da perdere. E forse, seguendo le indicazioni di Beckett, bisogna esaurire il possibile prima di andare avanti. Esaurire la combinatoria infinita del possibile.

Lo spazio è significante quanto la dimensione temporale. Una divisione dello spazio netta e quasi astratta si alterna a visioni più oniriche. Qual è la realtà, quale la sua contropartita onirica? La compresenza di più piani e più figure incongruenti rende difficile la diagnosi.

In fase di ripresa e montaggio, un duplice obiettivo: il luogo ripreso è al contempo unico e universale. Il site specific si estende verso l'a-topia. Chi conosce La Briqueterie riconoscerà immediatamente i dettagli ripresi. Chi non c'è mai stato potrà al contempo immaginare un luogo che potrebbe essere ovunque o quasi.

La partitura sonora è contrappunto ostinato, rielaborazione di tracce che perdono il loro fraseggio armonico originale a favore di un'ulteriore loop o che cedono il passo al silenzio.

Una fabbrica, ogni luogo di lavoro o quasi, è luogo di automatismi inevitabili. La coazione a ripetere è tipica di una certa catena di montaggio. Nello spirito del luogo il nostro progetto si inscerisce come possibile elemento di continua discontinuità. C'è il ripetersi ma al contempo c'è l'istante che precede l'azione. Un istante che si dilata e si deforma. Fino a moltiplicarsi. Utilizzando gli spazi indecisi, i luoghi meno connotati. Lì dove forse indugiavano anche gli operai nei momenti di pausa. Oppure lì dove nessuno posa mai l'attenzione.


APORIA is the first result of our research on hesitation as psycho-physical condition and as an attitude that opposes the arrogance of always knowing where to go / what to do / what to say.


The aporia (ἀπορία), a concept dear to Greek philosophy, indicates the impossibility of giving a precise answer to a problem.
At a time when the possibility of exercising doubt has been compressed and the rhetoric of speaking clearly seems to leave only two possibilities open: to say yes, or to say no, with APORIA we would instead like to investigate the moment in which we remain stranded, entangled in "Meanwhile", in the bifurcation, in the hesitation in which one withdraws from the story to evaluate the "if" and "how" to orient oneself in the continuation of the action.


He happened to stop without saying anything. Whether he had nothing to say after all.
Whether in the end he gave it up.

S. Beckett, Enough


Progress is replaced by stasis, or near immobility. A restrained movement (a storm held back) a cohabitation of opposing forces. Time participates in its inexorable cycle. Eternal returns or renewed departures. False departures and missed continuations. Against the rhetoric of exclaiming. A restart, start again, stand in the middle, swing. Cells that are generated and then fade out. Or they change due to lateral variations. For nuances. For returns and subversions of the speech. For references. Matches. Sudden bumps and abrupt interruptions. In the interval, what is usually considered a waste, a little meaningless for the development of history.

How does the body behave in the decision dynamic, between a point and the "next"? Between a and b there is the infinite. But we are not allowed to linger, usually. Because the line is created, a blockage of actions that chase causality and do not want to know about waiting.

domenica 17 febbraio 2019


FIGURE NERE

concept, film, editing SALVATORE INSANA
wirh FLAVIO ARCANGELI
music DARK CAMERA
3'40'', 2017



VIDEOART YEARBOOK 2018

presentazione di Renato Barilli e Pasquale Fameli e proiezione:
giovedì 21 febbraio 2019, ore 18


STUDIO STEFANIA MISCETTI, Roma

martedì 11 dicembre 2018

17 dicembre 2018


Dehors/Audela

TANTO NON CI PRENDERANNO MAI

un manuale di sopravvivenza a uso di ogni possibile nuovo clandestino 

un progetto di Salvatore Insana e Elisa Turco Liveri
con David Atuego, Christian Albutt, Rashid Abasaana, Haroos Waleff e Amankoua Amafeka
produzione Dehors/Audela
con il sostegno di Teatri di Vetro e Florian Metateatro
grazie a TRE FONTANE Societa’ Cooperativa Sociale / CAS Salorno


Tanto non ci prenderanno mai è il tentativo di rielaborare e rendere fruibile un'esperienza di fuga e di nascondimento reale, un'indagine interdisciplinare sulle due soluzioni possibili difronte all'ottusità di un nemico invincibile: nascondersi o fuggire. In omaggio alla condizione della clandestinità che, risalendo all'etimologia, non è altro che ciò che sta nascosto al giorno.
Come si fa a scappare e a non farsi prendere? Ci sono degli esperti e delle esperienze pregresse che possono fornirci gli strumenti giusti per elaborare una lista d'istruzioni. A partire da una rimanipolazione di fonti eterogenee, tra le quali How to hide anything di Michael Connor, un'accurata guida per nascondersi in ogni situazione e da Elogio della fuga di Henri Laborit. lavoreremo alla creazione di un manuale performabile e performato pronto per essere trasmesso a quattro o più clandestini/richiedenti asilo.
Estrapolare dal suo contesto la fuga, renderla materia plasmabile, far vivere al prossimo ciò che altri hanno già vissuto in un luogo altro, in un altro contesto. Dando una consegna ad un gruppo di rifugiati, riattiveremo le loro storie, verso una possibile riconsegna e ritrasmissione a chi potrà farne futura personale esperienza.
In forma di esperimento relazionale, Tanto non ci prenderanno mai vuole essere un'occasione di scambio e confronto tra esseri umani: si può (ancora) affrontare il macrotema della migrazione globale, oltre che con la doverosa attenzione, con ironia e humor? Può sopravvivere il diritto all'irriverenza anche quando, come in questi anni, si tratta di diritti umani (negati), di manipolazioni, di vite spezzate?
Secondo noi sì: un altro modo di affrontare la questione, di indagare oltre i pre-giudizi e con l'arma della pro-vocazione e dell'irriverenza un tema delicato, problematico, irrisolto, è possibile. E non può che essere attraverso un approccio multidisciplinare, quello più adatto a esaltare la ricchezza della diversità, della scoperta, dell'accoglienza dell'imprevisto. Così come gli esseri viventi anche i linguaggi sono migranti, contaminanti, in continua contaminazione e trasformazione.


dalle h 18,00 alle h 20,00 (su prenotazione)

TEATRI DI VETRO
Teatro India, India In
Lungotevere Gassman, 1, Roma
https://teatridivetro.it

sabato 8 dicembre 2018

lunedì 1 ottobre 2018


28 agosto - 2 settembre 2018
fino al 28 ottobre 2018
3-12 settembre  2018
16 settembre 2018
20 settembre 2018
22 settembre 2018
22 settembre 2018

mercoledì 19 settembre 2018

20 settembre 2018


ERA IL MIO CORPO UN TEMPO
Questo piacere di inciampare e di spaccarci la testa contro la terra e il cielo part.2

concept, film, editing SALVATORE INSANA
music MENO INFINITO



SON/IMAGE
Avvistamenti, Bisceglie


22 settembre 2018


QUESTO PIACERE DI INCIAMPARE E DI SPACCARCI LA TESTA CONTRO LA TERRA E IL CIELO part 1

concept, film, editing SALVATORE INSANA
music E-COR ENSEMBLE



AUDIOVISIONI SOUNDSCAPE
Villa Strozzi, Tempo Reale, Firenze


martedì 7 agosto 2018



La mia ricerca ha sempre oscillato tra la ferma volontà di restare (in un luogo, in un mondo) e quella ancora più pressante di andarsene, di consentire alle spinte centrifughe di fare il loro corso, e portarmi altrove. Ma restare è innanzitutto all'interno dell'immagine, dentro di essa, dentro la sua ambigua e trascinante forza mistica, lirica, un atto di resistenza.

In un 2018 che è quello di celebrazione dei 400 anni dalla fondazione di Cittanova e insieme, dei primi dieci anni della ricerca di Salvatore Insana nel vasto campo delle arti visive, e del primo anno di vita sotto nuove vesti de La VILLA (già villa Zito de Leonardis), HIC MANEBIMUS OPTIME / Siamo qui per restare è un’occasione, per Salvatore e per noi, di presentare nel suo paese di origine, una corposa retrospettiva di opere (fotografie, video, performance), la sua importante produzione artistica che abbiamo fatto coincidere come prima residenza d’artista per l’inaugurazione di un ciclo di iniziative d’arte contemporanea. Siamo qui per restare. Siamo qui per arrestare il corso inevitabile delle cose. Per arrestare la fuga dal presente. Qui staremo bene perché lasciamo tempo al tempo. Perché lasciamo che lo spazio dialoghi con il corpo, con esso si incontri e si scontri, in simbiotica attitudine. La frase che dà il titolo alla mostra, citata in un’iscrizione all'ingresso di Villa Zito de Leonardis, è sinonimo di ferma decisione, di volontà di resistenza e di tenacia. Un centurione romano, secondo Tito Livio, avrebbe pronunciato dopo l’incendio di Roma da parte dei Galli (390 a. C.), 'signifer, statue signum; hic manebimus optime' [Pianta l’insegna qui, alfiere; questo è il posto giusto per noi!], invitando il suo drappello a fermarsi nei pressi della Curia, e che, udite dai senatori, i quali stavano appunto deliberando sul trasferimento della capitale a Veio, furono interpretate come un ammonimento divino contro quella deliberazione. La frase fu ripetuta anche da Quintino Sella quando Roma divenne capitale d’Italia, fu poi usata da Gabriele D'Annunzio durante la sua campagna di Fiume nel 1920. A partire dal Vernissage della retrospettiva, previsto per venerdì 10 Agosto ore 18:00, in cui avremo il piacere di ospitare un dialogo sull'arte con il maestro Cesare Berlingeri, con Veronica D'Auria (curatrice del C.A.R.M.A. - Centro d'arte e di ricerche multimediali applicate) e Pasquale Fameli (Università di Bologna), autori degli interventi critici sui lavori in mostra, e con la presenza di Elisa Turco Liveri, figura fondamentale per la realizzazione di molte delle opere esposte, saremo lieti di ospitare in una serie di incontri in forma di work in progress, Artisti, Critici, Partner attenti ai linguaggi dell’arte contemporanea e all'opera di Salvatore Insana fino a raccogliere nuovi contenuti per il catalogo e completare l’allestimento con la presentazione di un’opera originale prevista per il Finissage in Ottobre.





SALVATORE INSANA
 HIC MANEBIMUS OPTIME_siamo qui per restare 
Momenti (ri) fondativi

 un progetto a cura di Nino Cannatà 
organizzazione LYRIKS 
partner WunderKammer/dislocata CSI Magazine 

La Villa
Cittanova (RC), via Vincenzo Zito n°85 
Orari della mostra: tutti i giorni, su prenotazione
 Per info e appuntamenti: 349.6904300
 www.lavilla.academy

martedì 31 luglio 2018

luglio 2018

Dehors/Audela
ENDLESS ENDING PROCESS
un processo di appassionata inattività

di SALVATORE INSANA, ELISA TURCO LIVERI
azione scenica e scrittura coreografica SERENA MALACCO, ELISA TURCO LIVERI
drammaturgia visiva SALVATORE INSANA
musica e sound design GIULIA VISMARA
in collaborazione con ANGHIARI DANCE HUB


in residenza

TEATRO CANTIERE FLORIDA - VERSILIA DANZA
Firenze


3 luglio/ 14 agosto 2018

Dehors/Audela
CROCEVIA
avrebbe cercato una soluzione solo al tramonto

concept, film, editing SALVATORE INSANA
choreography, performance ELISA TURCO LIVERI
musica GIULIA VISMARA
una produzione DEHORS/AUDELA - WUNDERKAMMER ASS.CULT.


un rebus audiovisivo, tra cancellazioni, dettagli, mancamenti

FILE SAO PAOLO - Electronic Language International Festival
Sao Paolo, Brasile


3-7 luglio 2018

LA COGNIZIONE DEL CALORE 
concept, film, editing, sound SALVATORE INSANA



La cognizione del calore. Un giorno d'estate in un parco di città. Una torrida giornata. Chi non può fuggire cerca surrogati alla propria voglia di vacanza. Le spiagge si tingono di verde e il fuori scena nutre la vista. Complotti infantili e vedute bruciate. Inseguimenti a perdita di vista.

IMAGE CONTRE NATURE #18
Marseille, France


8 luglio 2018

Dehors/Audela
LABO

concept, film, editing SALVATORE INSANA
con SERENA MALACCO, ELISA TURCO LIVERI
una produzione DEHORS/AUDELA
in collaborazione con FONDAZIONE MONDO DIGITALE







Sul vacillare, il tentennare, attraverso alcuni elementi sintomatici della fatica: ripetizione, tensione, caduta, in lotta sottile tra mobilità e stasi, tra scosse repentine e congelamento dell'azione

POSITIONING
Palazzo Pereira, Valletta, Malta
a cura di Ve.Ne. e Future Mellon


20-28 luglio 2018

Dehors/Audela
VACUUM 

concept, film, editing, sound SALVATORE INSANA
choreography and performance ELISA TURCO LIVERI



Nulla di più affollato di una cattedrale nel deserto.
Vacuum è nato dall'attraversamento visivo di uno spazio-tempo, archeologia industriale nel pieno del suo fulgore regressivo.
Vacuum è un'opera nata dall'incontro/ scontro tra il ventre cavo di questo gigante prefabbricato e un corpo allenato a far esperienza di sé fuori dagli spazi deputati.

LAGO FILM FESTIVAL
Revine lago,Treviso
a cura di Francesca Poglie

27-29 luglio 2018

Dehors/Audela
LA PIÚ LONTANA PATRIA

concept, film, editing, sound SALVATORE INSANA
 performance ELISA TURCO LIVERI


Farsi portare sempre più a fondo, sempre più in là, ancora più in alto, tra fascino e inganno, tra meraviglia e abbaglio. La più lontana patria è così vicina da risultare irraggiungibile.

VENTI CONTEMPORANEI
Cereggio, Reggio Emilia
a cura di Virginia Glorioso


da luglio 2018

 Sul numero 19 di Rapsodia - Arts and Literature Magazine un intervento di Salvatore Insana
sull'estetica dell'errore


 un'anteprima è disponibile su http://www.rapso.org/magazine/